storia di salerno

La storia della città di Salerno affonda le sue radici in tempi molto antichi. I primi reperti ritrovati in loco risalgono al VI secolo a.C. circa e raccontano le vicende di un insediamento etrusco. Grazie ai numerosi reperti archeologici è stato dimostrato come, sin dall’antichità, la zona rappresentasse un importante punto commerciale strategico, tale da essere fulcro di fusione tra differenti culture.

Fu durante il periodo dell’Imperialismo romano che la cittadina acquistò il nome di Salernum, prima di subire le invasioni barbariche ed essere successivamente occupata da Goti, Bizantini, Normanni e Longobardi. Lungo il corso della dominazione longobarda la città sperimentò un periodo di magnificenza e ricchezza, tale da essere riportata sulle monete locali come Opulenta Salernum.

Nel 839 d.C. divenne la capitale di un principato longobardo indipendente, il “Principato di Salerno”. Questo fu governato dal duca Arechi II, il quale fissò la sua residenza nel magnifico e maestoso castello che possiede attualmente il suo nome e che sovrasta la collina dove si trova il Castrum Salerni. Oltre a ciò, sotto il suo governo ebbe origina la famosa Scuola Medica Salernitana, la più importante fonte di conoscenza medica in Europa nel Medioevo.
Ugualmente, Roberto il Guiscardo, sovrano normanno che conquistò Salerno nel 1077, la nominò capitale del suo dominio e fu proprio a testimonianza di tale magnificenza che furono costruiti il palazzo reale (Castel Terracena) e l’eccelsa cattedrale, ovvero il Duomo di San Matteo.

Successivamente, con la dinastia degli Svevi, alla fine del XII secolo, il figlio dell'imperatore Federico II (re Manfredi di Sicilia) ordinò la costruzione di un bacino che ancora oggi porta il suo nome e in un secondo tempo, nel 1259, nacque inoltre la Fiera di San Matteo, fortemente voluta da Giovanni Da Procida come strumento di sviluppo dell’economia locale. Lo sgravio delle imposizioni fiscali fu istituzionalizzato da Manfredi di Svevia in accordo con la Chiesa Salernitana che gestiva ed amministrava l’evento fieristico in quanto collegato con la celebrazione della festività dedicata all’apostolo Matteo (oggi Patrono della città di Salerno). Dopo la conquista Angioina, gran parte della provincia di Salerno diventò territorio dei Principi di Sanseverino, potenti feudatari, che accumularono un ingente potere politico e amministrativo, attirando numerosi artisti e letterati.

Nei primi decenni del XVI secolo, l'ultimo discendente dei principi Sanseverino entrò in conflitto con il governo spagnolo, causando l'inizio di un lungo periodo di decadenza per la città, dato che i re concentrarono le loro attenzioni esclusivamente sulla capitale: Napoli.
Più tardi, malauguratamente, la città fu colpita da diversi terremoti e pestilenze catastrofiche, che causarono migliaia di vittime.

Solo in seguito ad un periodo di dominazione spagnola, durata fino al XVIII secolo, si ebbe una lenta rinascita della città, con la costruzione di un alto numero di edifici e chiese, i quali ancora oggi caratterizzano le principali vie del centro storico di Salerno.
Nel 1799 Salerno divenne parte della Repubblica Partenopea e vide un periodo di governo napoleonico. Gioacchino Murat decretò la chiusura della Scuola Medica Salernitana, che aveva visto un periodo di declino da decenni al livello di una scuola teorica.
In seguito all'Unità d'Italia un lento sviluppo urbanistico continuò a procedere fino alla seconda guerra mondiale. Nel mese di ottobre 1943, la prima riunione del governo Badoglio (presidente del Consiglio dopo la caduta di Mussolini) ebbe luogo all'interno dell'attuale Palazzo del Comune di Salerno. Nel 1944 la città fu protagonista della rinascita d’Italia in seguito ai misfatti della guerra, accogliendo il primo governo post-fascismo e la famiglia Reale, diventando a tutti gli effetti Capitale.
Il dopoguerra fu difficoltoso per tutte le città meridionali d’Italia, ma Salerno, con grande vigore, riuscì a migliorare poco a poco.

Oggi Salerno è un importante centro culturale in Campania e in Italia, grazie alla sua lunga storia ricca di eventi. Per la sua variegata storia la città è caratterizzata da una cultura ricca e fiorente. Essa è urbanisticamente divisa in tre zone distinte: il settore medievale, il settore del XIX secolo e l'area del dopoguerra (con la maggiore densità di popolazione). Oggigiorno la città di Salerno rappresenta, per i viaggiatori verso la Costiera Amalfitana, Napoli o Cilento, non soltanto un importante punto di partenza per la sua posizione strategica, ma un'interessante città da visitare grazie alla sua storia centenaria e alla sua moderna urbanistica.

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